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Saranno il mare e le sue spiagge, il patrimonio e i siti archeologici, il cibo buono e i prodotti tipici, il calore della gente e le temperature miti che hanno permesso alla Sicilia di essere eletta “Regione più bella di Italia”. Sono stati infatti 150 mila utenti a premiare la Trinacria attraverso un sondaggio avvenuto sul web in occasione del “Trofeo delle Regioni”, iniziativa lanciata dal portale turistico “Italia da scoprire”.

Ed effettivamente, a parte qualche piccolo inconveniente di cui è succube questa terra, la Sicilia merita davvero di essere visitata. Tra le zone più belle, la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi di Agrigento, la meravigliosa spiaggia di San Vito Lo Capo, la Cattedrale di Palermo e il Duomo di Catania, le splendide spiagge di Siracusa e il suo parco archeologico della Neapolis.

Proprio Siracusa possiede una storia millenaria. Fondata intorno al 734-733 A.C. dai Corinzi, la città è una delle più vaste metropoli dell’età classica: definita da Cicerone nel I secolo come la << più grande e la più bella città greca>>, dichiarata dall’Unesco nel 2005 “patrimonio dell’umanità”. All’interno del parco archeologico della Neapolis, che copre 240.000 mq di superficie urbana, vi sono diverse testimonianza della Siracusa greco-romana. Tra queste, il teatro greco, l’anfiteatro romano, la grotta del Ninfeo, la via dei Sepolcri e, dulcis in fundo, l’orecchio di Dionisio o Dionigi. Quest’ultimo è una grotta imbutiforme che si trova all’interno della cava di pietra detta Latomia del Paradiso. Il suo particolare andamento ad S gli consente di amplificare tutti i suoni emanati al suo interno.

Leggenda narra che fu il pittore Caravaggio ad attribuire alla grotta il nome di “Orecchio di Dionisio” in quanto pare che, secondo la tradizione, il tiranno Dionisio facesse rinchiudere i suoi prigionieri all’interno della grotta per ascoltare (non visto) i loro discorsi da una cavità superiore.

Diversi scrittori e viaggiatori hanno raccontato nelle loro opere di questa struttura ma c’è da dire che, a discapito della leggenda, la grotta deve la sua forma di grande orecchio al modo in cui fu realizzata: scavata in modo stretto nella parte superiore e in modo più largo a mano a mano che si scende in profondità.

Anche se racconti amplificati ed alterati da fantasia e tradizione esaltano luoghi e strutture presenti nella “Regione più bella d’Italia”, vale la pena ammirare le suggestive meraviglie che questa terra offre da tempo immemore.

Valentina Spitaleri

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