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To lead”, un verbo affascinante con diverse sfumature di significato: condurre, capeggiare, indurre a, dirigere, ma che tra tutti ha una particolare sfumatura che rende meglio il concetto: “guidare”.

Molto spesso negli ultimi tempi si sente parlare di leadership e di leader ovunque, nelle aziende, nei club service, e in altri svariati contesti, senza accorgerci che in realtà abbiamo a che fare con la leadership nella vita quotidiana poiché ognuno di noi è, come dice la teoria del “Flusso di comunicazione a 2 fasi” di Lazarsfeld, un potenziale opinion leader (leader d’opinione).

Ma cosa si vuole intendere quando si parla di opinion leader? È colui che non si erge a comandante, ma al quale viene riconosciuto il suo titolo dagli altri nel suo gruppo di pari, proprio poiché la leadership non è mai ascritta, ma è assegnata.

È colui il quale riesce, attraverso capacità più o meno innate o sviluppate, a guidare il pensiero degli altri verso un’opinione su un determinato argomento, essi ripongono in lui un’assoluta fiducia che li convince a “lasciare aperte le porte della loro mente” senza che essi se ne accorgano.

Un buon leader perciò non è colui che comanda, ma colui che guida, che agisce insieme agli altri e li coordina, è come il direttore di una grande orchestra sinfonica che è composta da diversi strumenti ed artisti, ma tutti insieme, con le proprie caratteristiche, riescono a lavorare e alla fine a creare una grande sinfonia.

I leader, come precedentemente detto, si trovano in ogni dove, ma a volte essere un buon leader può essere più importante, basti pensare ad un’azienda o ad un’associazione: senza un buon leader non si può andare avanti, senza una persona che non ragiona come un IO in funzione dei suoi scopi, ma come un NOI in funzione dell’obiettivo generale.

La squadra non è niente senza il suo leader, ma il leader non è niente senza la sua squadra, senza poter contare su quelle persone che hanno in lui una fiducia tale da non ragionare più nelle cose (“Perché lo sto facendo? Perché lo devo fare”) ma che semplicemente e automaticamente lo facciano perché sentono di doverlo fare e doverlo fare bene.

Un esempio tangibile di leader di successo lo abbiamo avuto in Italia: Sergio Marchionne, colui che ha risollevato dall’orlo del fallimento la Fiat nel 2004, uno dei più grandi manager e leader che ha capito quanto l’importanza del lavoro di squadra possa fare la differenza.

Quali sono perciò le caratteristiche di un buon leader?

1. Si esercita ogni giorno per essere migliore;
2. Conosce tutti gli “strumenti” della sua orchestra;
3. Ascolta sempre, coglie i particolari e poi reagisce;
4. Condivide costantemente le sue esperienze;
5. Incoraggia tutti e riconosce i meriti;
6. Sviluppa le doti di ognuno;
7. Sviluppa nuovi leader per il futuro;

E tu? Sei un buon leader?

Irene La Porta

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